venerdì, 22 settembre 2017

copertina del boca
15 luglio 2015

Bernardino del Boca: un teosofo per il nuovo umanesimo

La Fondazione Bernardino del Boca, presieduta da Enrico Sempi, ha pubblicato, in elegante veste editoriale, gli atti del convegno “Bernardino del Boca e il nuovo umanesimo. Un pioniere del pensiero spirituale”, tenutosi a Novara il 24 novembre 2012 presso la Sala Congressi del Consorzio Est Sesia.
Gli atti raccolgono gli interventi dei relatori: Angelo del Boca, Antonio Girardi, Oscar Toretta, Paola Botta Beltramo, Giorgio Pisani, Filippo Falzoni Gallarani, Riccardo Taraglio, Mariana Tappa, Maurizio Castagnetti, Alessandro Martinisi e Francesca De Col Tana.
Si tratta di un testo di grande qualità ed importanza, che consente, per la prima volta di cogliere a tutto tondo il portato e la straordinaria attualità del messaggio di un uomo che è riuscito a servire la Vita Una in spirito di fratellanza e di originale creatività.
Del Boca viene così visto – non senza note personali- nei suoi collegamenti con la teosofia, con l’antropologia e la medicina, con la scienza, con la psicanalisi, con il sentiero acquariano, nel suo rapporto con l’educazione, con l’arte, con la comunicazione, con l’utopia e con l’intuizione.
Ne emerge uno spaccato complesso, ma ricco di forza, di umanità e di spiritualità.
Nella presentazione del libro Enrico Sempi così riassume la vita e l’opera del prof. Bernardino del Boca:
“Bernardino del Boca nasce a Crodo nel 1919, si diploma all’Accademia di Brera a Milano, studia antropologia e paleontologia a Ginevra. Si dedica dapprima all’insegnamento e poi, nel 1946, parte per il Siam. Fino al 1949 ricopre a Singapore l’incarico di console onorario. Tornato in Italia, riprende a insegnare, continuando a dipingere, scrivere e tenere conferenze. Nel 1970 fonda L’Età dell’Acquario, una rivista fortemente innovativa e di grande valore culturale, che continuerà a curare fin quasi agli ultimi anni della sua vita.
Muore a Borgomanero nel 2001, nei pressi del Villaggio Verde di Cavallirio, che aveva ispirato e in cui si era trasferito alla fine degli anni Ottanta. Amato da molti per la sua autentica spiritualità, che esprimeva attraverso le sue qualità umane, definibili sinteticamente con ‘esercizio costante di amore disinteressato e illimitato nei confronti di tutti e tutto’, ci ha lasciato nei suoi libri la voce vivissima di questa spiritualità. Essi hanno la forza di parlare anche al cuore del lettore che nel leggerli ha la possibilità di sviluppare intuizione e consapevolezza.

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